| Progetti

Terrememori. Le terre che ricordano

Quattro comuni, un solo sisma: un progetto per trasformare la memoria del terremoto del ’62 in patrimonio condiviso.

Il 21 agosto 1962 un terremoto colpì il confine tra Sannio e Irpinia. Vittime, migliaia di senzatetto, interi paesi trasformati per sempre: è il “terremoto dimenticato”, un evento che ha segnato la geografia e la storia di questo territorio senza mai trovare un vero spazio di racconto collettivo. Terrememori – Le terre che ricordano nasce per colmare questo vuoto, riunendo quattro comuni accomunati da quella stessa ferita: Apice, capofila e hub della rete, con il suo borgo antico congelato nel tempo; Melito Irpino, il paese cancellato dal sisma; Montecalvo Irpino, rimasto in piedi e ricostruito; Sant’Arcangelo Trimonte, il luogo dell’epicentro.

Raccogliere, custodire, restituire

Il cuore del progetto è la raccolta di memorie: testimonianze di ex abitanti e discendenti, fotografie, lettere, documenti e oggetti familiari, spesso dispersi tra chi ha lasciato questi paesi dopo il sisma. Per intercettare anche chi vive lontano nasce l'”Ufficio dei Ritorni”, uno sportello fisico e digitale a Melito Irpino pensato per coinvolgere gli emigrati, raccogliere testimonianze a distanza e recuperare fotografie di famiglia.

Il materiale confluirà nell’archivio digitale “Terrememori”, una mappa narrativa e sonora dei quattro comuni, e nel podcast “Torno al paese”, dedicato alla restituzione di queste storie. A rendere visibile la memoria nello spazio pubblico sarà “Tracce di Luce”, un’installazione artistica diffusa e temporanea che attraversa i quattro paesi evidenziando i segni del terremoto e della ricostruzione. Accanto alla raccolta, l'”Accademia dei custodi” forma giovani, cittadini e associazioni alle competenze necessarie per raccogliere testimonianze e gestire l’archivio nel tempo, perché il lavoro non si esaurisca con la fine del progetto.

Le attività si sviluppano tra novembre e dicembre 2026 con la raccolta delle testimonianze, la digitalizzazione e l’avvio dell’Ufficio dei Ritorni, per poi arrivare tra gennaio e febbraio 2027 alle restituzioni pubbliche, alla mostra, all’Accademia dei custodi e a “Tracce di Luce”.

Un progetto, tre partner

Terrememori nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università degli Studi del Sannio, partner scientifico; Luogarìa – Culture & Territori, partner culturale e operativo; e la Pro Loco di Apice ETS, partner territoriale. Il progetto, del valore complessivo di 162.500 euro (130.000 di contributo richiesto e 32.500 di cofinanziamento dei quattro comuni), è stato presentato nell’ambito della prima edizione dell’avviso “Cultura nei piccoli comuni”, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea.

Il ruolo di Luogarìa

All’interno di Terrememori, Luogarìa cura il coordinamento operativo e culturale del progetto, il raccordo tra i quattro comuni e i partner scientifici e territoriali, e la comunicazione del percorso.

Per Luogarìa, Terrememori è un modo per dimostrare che la memoria di un evento doloroso, se raccolta e restituita con cura, può diventare un legame nuovo tra comunità divise dal tempo e dalla geografia amministrativa, e una risorsa viva per chi quei luoghi li abita oggi.

Luoghi vivi. Saperi condivisi. Comunità attive.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

↑